Eventi, Articoli, Tracce

Il Papa a Nomadelfia, la comunità che si ispira ai primi apostoli

Papa Francesco visita Nomadelfia dando un respiro profetico alla comunità evangelica fondata da Don Zeno negli anni 60

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Papa-in-visita-a-Nomadelfia-Groseto-Grosseto-10-Maggio-2018-8922f389-9e69-46eb-884b-c6de8f4ee8d4.html#foto-1

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7 Marzo 1944 era Oggi

Era il 7 marzo del 1944, all’indomani degli scioperi che avevano bloccato le industrie che rifornivano l’esercito NaziFascista, per rappresaglia 136 pratesi furono catturati e deportati nei terribili vagoni piombati verso i campi di concentramento della Germania Nazista, con la collaborazione dei Fascisti italiani, la maggior parte morì a Ebensee.

Ne tornarono solo 20. Nanni Mario, nato a Migliana, non era tra questi. È morto a 19 anni.

Un ricordo

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Cap. 4 Il mondo della scuola incontra Roberto Castellani

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Esaminando il ricchissimo materiale prodotto nelle scuole dagli alunni, stimolati ed emozionati dagli incontri con Roberto Castellani, dalla materia dolente, tragica ma vitalissima della sua testimonianza, colpisce la sincerità e la profondità delle reazioni. Non c’è niente di formale, di scolastico, nei testi inviati direttamente a Roberto sotto forma di lettera o di poesia e da lui gelosamente conservati; ci si potrebbero attendere da bambini e preadolescenti atteggiamenti e modalità espressive più superficiali, per esempio una curiosità morbosa, tesa a sottolineare e ad ampliare i particolari macabri del racconto, sulla scia di una dinamica da gioco “horror”, abbastanza di moda nella letteratura e nei film diretti a bambini e adolescenti.

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Cap3 Riscatto e degradazione: la linea rossa tra il bene e il male

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Lenzi: L’inferno del KZ1 è stato per te una scuola di vita, mentre per altri è stato una scuola di morte, per sopravvivere come macchine spinte dall’egoismo e dalla disperazione.
Castellani:Tu devi pensare che nel KZ l’uomo migliore può diventare il peggiore. E l’uomo peggiore può diventare il migliore. Bisogna vedere con chi stai a dormire, con chi vai a lavorare; lì c’è la possibilità di aiutare, ma non con roba da mangiare o da vestire, perché è impossibile averla (se uno ce l’ha vuol dire che non appartiene più alla grande massa di quelli che devono sparire, se ha queste possibilità è un kapò).

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Cap 2 Roberto Castellani parla ai giovani

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PREMESSA

Perché all’inizio del terzo millennio ricordare il sistema dei KONZENTRATIONSLAGER (KZ) nazisti? Che senso ha parlare di unicità della SHOAH in un’epoca, come la nostra, grondante violenza e orrori, sia che guardiamo ai conflitti del secolo passato, sia che volgiamo gli occhi al presente, lacerato da squilibri e ingiustizie, dilaniato da guerra preventiva e terrorismo suicida, che allungano la loro ombra cupa sul futuro dell’umanità?

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Cap 1 Roberto Castellani: La mia vita

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Mi chiamo Roberto Castellani, e sono nato a Prato il 23 Luglio del 1926, e vivo a Prato. Raccontando della mia storia, è una storia triste, è una storia che a volte non ci credo nemmeno io d’averla vissuta perché è una storia di paure, di fame, di freddo, di torture.

E’ una storia anche difficile da raccontare perché molte persone stentano a crederci. Io ci credo perché l’ho vissuta, quindi inizierò a raccontarla fin dalla mia infanzia.

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La scelta di Edith

RECENSIONI

Edith Eva Eger

LA SCELTA DI EDITH

Una psicologa sopravvissuta ai lager nazisti ci insegna a superare i traumi del passato attraverso la resilienza

Ed. CORBACCIO/Garzanti, Milano, 2017

Come sarebbe stata la vita di Anna Frank, se fosse riuscita a sopravvivere all’orrore dei campi di sterminio?

Leggere questo libro autobiografico, scritto dalla dottoressa Eger, a novant’anni, può aiutarci a farcene un’idea.

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